Sanguinamento
Che cos’è l’emorragia?
Si parla di emorragia quando si verifica una perdita di sangue da un vaso sanguigno. Può verificarsi all’esterno del corpo, ad esempio in seguito a un taglio, a un’emorragia nasale o a un sanguinamento gengivale, oppure all’interno del corpo. L’emorragia interna può verificarsi in sedi quali lo stomaco, l’intestino, i polmoni, il cervello o la vescica. Nei pazienti affetti da cancro, l’emorragia può variare da lievi lividi o macchie ematiche a emorragie gravi che richiedono un trattamento urgente.
Come si presenta l’emorragia?
L’emorragia può presentarsi in modi diversi a seconda della sede in cui si verifica. Un paziente può presentare emorragie lievi, quali ecchimosi, epistassi o sanguinamento gengivale. I segni di un’emorragia più grave includono sangue nelle urine, feci nere o catramose, sangue rosso nelle feci, tosse con espettorazione di sangue o vomito di sangue. L’emorragia interna è più difficile da individuare e può manifestarsi con debolezza, vertigini, svenimenti o un forte mal di testa.
Chi è soggetto a emorragie?
Nei pazienti affetti da cancro, le emorragie sono comunemente associate a una bassa conta piastrinica. Le piastrine sono cellule del sangue che contribuiscono ad arrestare il sanguinamento formando coaguli. Il cancro stesso, in particolare i tumori che coinvolgono il midollo osseo, può ridurre la conta piastrinica, così come possono farlo trattamenti quali la chemioterapia e alcune terapie mirate.
Alcuni pazienti sono inoltre esposti a un rischio maggiore a causa di altri farmaci o condizioni mediche. I pazienti che assumono anticoagulanti, o quelli con disturbi della coagulazione, malattie epatiche, ulcere o infiammazioni dello stomaco o dell’intestino, possono presentare un rischio maggiore.
Come si prevengono le emorragie?
Un passo importante nella prevenzione delle emorragie consiste nel ridurre il rischio di lesioni. I pazienti a rischio dovrebbero evitare attività che possano causare tagli o cadute, utilizzare uno spazzolino da denti morbido, soffiarsi il naso con delicatezza e prestare attenzione agli oggetti taglienti. Ai pazienti può inoltre essere consigliato di evitare farmaci che possano aggravare il sanguinamento, salvo approvazione del proprio medico.
Nei pazienti affetti da cancro, la prevenzione comprende anche il monitoraggio degli emocromi. Se i livelli piastrinici diventano pericolosamente bassi, può essere necessaria una trasfusione di piastrine per ridurre il rischio di emorragie gravi.
Come viene trattato il sanguinamento?
Il trattamento dipende dalla sede dell’emorragia, dalla quantità di sangue persa e dalla causa sottostante. Le emorragie lievi possono essere trattate con pressione diretta e stretta osservazione. Se l’emorragia è grave, il paziente potrebbe necessitare di cure ospedaliere urgenti, poiché una perdita significativa di sangue può portare a shock, danni agli organi o morte se non trattata tempestivamente.
Se la causa è una bassa conta piastrinica, il trattamento può includere una trasfusione di piastrine. Se l’emorragia è correlata a un farmaco, l’équipe sanitaria può sospenderne o regolarne la somministrazione. Se l’emorragia ha origine nello stomaco, nell’intestino, nella vescica o in un altro organo, potrebbero essere necessari ulteriori esami e trattamenti mirati per identificare e controllare la fonte.
Riferimenti
van Es N, Coppens M, Schulman S, et al. Anticoagulanti orali diretti rispetto agli antagonisti della vitamina K nel trattamento della tromboembolia venosa acuta: evidenze provenienti da studi di fase 3. Blood. 2014;124:1968-1975.
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